Questo è un racconto che parte da lontano, all’incirca dagli anni ’30 del secolo scorso, quando mio nonno Pietro comincia a dedicarsi all’attività di orefice e orologiaio; la stessa passione è stata trasmessa a mio padre, Mauro, in quella che è stata la naturale evoluzione di un percorso di crescita di un’attività commerciale di generazione in generazione.

Passando dalla seconda alla terza generazione, quest’evoluzione si è interrotta: è diventata RIVOLUZIONE. Quando il testimone passò da mio nonno a mio padre non si parlava di marketing, di brand, di target, di visual, di customer care, non si parlava quasi inglese; oggi invece commercialmente stiamo vivendo un fenomeno paragonabile alla rivoluzione copernicana: non è un semplice scontro generazionale, ma una visione del mondo opposta e contraria alla precedente, l’universo è rovesciato e ribaltato.

Parole su di noi

Tra tradizione e futuro

Mentre un tempo, ma neanche tanti anni fa, il commercio era comprare a buon prezzo per rivendere più caro, e più merce avevi più ne vendevi, oggi un’attività commerciale si struttura su altre basi e su altri criteri (tipo un magazzino snello); un negozio di gioielleria e orologeria non fa eccezione, anzi per caratteristiche peculiari proprie del settore, necessita di riflessioni attente e approfondite.
Come tutte le rivoluzioni alla base ha un’ideale di modernità, di rottura degli schemi; nel caso specifico, però, non era tutto da abbattere anzi, papà e mamma negli anni hanno saputo far crescere l’attività e consolidare una buonissima clientela.

Ecco dunque la mia visione: su una base di tradizione andare ad innestare quegli elementi di modernità che ci consentono di approcciare e dialogare con i figli e i nipoti di quelli che erano clienti dei miei genitori.

Il target della clientela quindi presenta un profilo che va dal medio all’alto, è la fascia di mercato più affollata e più combattuta, ma in cui paradossalmente, un’attività dinamica, propositiva e che investe può riuscire ad emergere.